Le
principali attrattive di Ravenna
Ravenna è conosciuta in tutto il mondo per i mosaici
conservati nelle sue
basiliche bizantine, pertanto una
visita alla città non può prescindere da
queste chiese.
San Vitale (VI secolo) -
Caratteristica per la pianta ottagonale,
la
chiesa è considerata il monumento più bello dell'arte bizantina.
Qui, nelle
pareti laterali, si possono ammirare due grandi pannelli
che rappresentano
Giustiniano e Teodora. Adiacente alla basilica
è il piccolo Mausoleo di Galla
Placidia (V secolo) con mosaici
di rara bellezza. Di grande suggestione è la
volta del tempietto che
raffigura il cielo stellato. Si dice che il grande
musicista Cole Porter
scrivesse una delle sue canzoni più famose, Night and
day,
dopo aver visitato il Mausoleo.
Al patrono della città Sant'Apollinare sono dedicate due basiliche,
una in
centro e l'altra a circa 5 km dall'abitato.
Sant'Apollinare Nuovo (VI
secolo) fu eretta da Teoderico e
pertanto nacque come basilica ariana e solo
successivamente
venne consacrata al culto cattolico. La basilica sorge accanto
a
una costruzione che, ancorché erroneamente,
è sempre stata chiamata "Palazzo di Teoderico",
forse perché nel suo interno si conservano frammenti
del pavimento
musivo della reggia di Teoderico.
Di ampio respiro è la basilica di
Sant'Apollinare in Classe
(VI
secolo), con uno stupendo catino absidale sul quale si
ammirano la
Trasfigurazione di Cristo sul monte
Tabor e la figura di Sant'Apollinare.
Entrambe le basiliche hanno un campanile cilindrico
(X-XI secolo) alto circa 40
metri.
Non vanno dimenticati, infine, i mosaici del
Battistero Neoniano (V
secolo) e del
Battistero degli Ariani (VI secolo).
Quest'ultimo si trova
nella piazzetta prospiciente la
Chiesa dello Spirito Santo.
Chiesa e
battistero fanno parte di un rarissimo complesso goto.
Ravenna è anche la città di Dante.
Qui il poeta trascorse gli ultimi anni
della sua vita e compose
le cantiche conclusive del Paradiso. Dante morì a
Ravenna
il 14 settembre del 1321 di ritorno da una ambasceria a
Venezia per
conto della famiglia ravennate dei Da Polenta,
presso la quale il "ghibellin
fuggiasco" aveva trovato rifugio.
I funerali di Dante si svolsero nella chiesa
di San Francesco,
una sobria ed elegante costruzione del X-XI secolo.
Sotto all'altare maggiore è possibile vedere il pavimento,
sommerso dall'acqua,
della chiesa precedente,
costruita nel V secolo e dedicata agli apostoli Pietro
e Paolo.
La chiesa sorge nella "zona dantesca", il cui cuore è costituito
dalla
Tomba di Dante, opera dell'architetto
ravennate Camillo Morigia (1780).
Altro importante luogo dantesco è la chiesa di
Santa Maria in Porto Fuori
(XI secolo),
a pochi km dalla città, dove, oltre a tracce di affreschi
di
scuola riminese giottesca, è conservato il bellissimo
sarcofago di Pietro
Peccatore, ricordato da
Dante nel XXI canto del Paradiso
("e Pietro Peccator fu'
nella casa/di
Nostra Donna in sul lito adriano").
Entrambe del V secolo sono la basilica di
San Giovanni Evangelista,
eretta da Galla Placidia
per un voto fatto al Santo durante una tempesta mentre
stava viaggiando per mare verso Ravenna,
e la chiesa di Sant'Agata Maggiore.
Del periodo della dominazione veneziana restano
il Palazzetto che si affaccia
sulla Piazza del Popolo,
due colonne erette nel 1483 il cui basamento è stato
scolpito da Pietro Lombardo, e la Rocca Brancaleone,
una imponente fortezza
all'interno della quale si svolge
la grande estate musicale ravennate
(Ravenna
Festival, Ravenna Jazz, opere liriche...).
I musei e le istituzioni culturali -
Il Museo Nazionale, presso la
basilica di San Vitale,
contiene interessanti collezioni di monete romane,
di
avori bizantini e medioevali e una ricchissima oploteca.
Famosissimo il Museo
Arcivescovile,
dove si può ammirare uno dei gioielli
più preziosi dell'arte
bizantina: la cattedra del vescovo
Massimiano (VI secolo). Molto interessante la
cappella
privata degli arcivescovi (Oratorio di Sant'Andrea)
con raffigurazioni
musive. In una parete si legge il
conosciutissimo verso: "Aut lux hic nata est
aut
capta hic libera regnat" (O la luce è nata qui,
oppure imprigionata qui vi
regna libera).
Nella Pinacoteca, che si affaccia sul giardino
pubblico con la
armonica Loggetta Lombardesca,
si conserva la statua funeraria di Guidarello Guidarelli,
opera di Tullio Lombardi.
Nello stesso edificio trovano
posto l'Accademia di Belle Arti
e il Museo di Scienze Naturali,
mentre nel giardino retrostante
è stato costruito un Planetario (cupola
di 8 metri) per la didattica
e la divulgazione dell'astronomia. Tutto il
complesso occupa l'ex
Monastero di Porto, annesso alla basilica di Santa
Maria in Porto
(XVI secolo) nella quale è venerata
l'immagine della Madonna
Greca,
un prezioso bassorilievo in marmo pario dell'XI secolo.
Ricca di codici (fra cui il preziosissimo
Codice di Aristofane dell'XI
secolo) e di incunaboli è la
Biblioteca Classense, con la bellissima Aula
Magna e
la Sala delle scienze, do ve si possono ammirare due
globi seicenteschi
di Vincenzo Coronelli.
Appena fuori città, oltre il cavalcavia ferroviario nella
zona del porto, si
erge maestoso il
Mausoleo di Teoderico
(VI secolo), in sasso d'Istria.
Nel piano superiore, al centro,
si trova una vasca di porfido dove molto
probabilmente venne
riposto il corpo del re goto. La copertura del monumento è
costituita da un monoblocco di sasso d'Istria di quasi 300
tonnellate che ancora
oggi fa discutere gli esperti circa il
modo con cui esso è stato issato.
Fuori città, lungo l'argine destro del fiume Ronco,
è stata innalzata la
Colonna dei Francesi (XVI secolo),
un pilastro che ricorda il luogo della
battaglia di Ravenna,
dove perse la vita Gastone de Foix e della quale fu
testimone
oculare Ludovico Ariosto, che la descrisse in un sonetto.
In periferia è possibile ripercorrere anche i luoghi caratteristici
della
cosiddetta Trafila Garibaldina. In località Mandriole
esiste ancora la
casa (Cascina Guiccioli) dove furono ospitati
Garibaldi e Anita. Qui una lapide
ricorda la morte di Anita e,
poco distante, è stato innalzato un "cippo" nel
luogo dove venne
ritrovato il corpo. Lungo la strada che collega Ravenna con
Porto Corsini è stato ricostruito il Capanno Garibaldi,
dal quale iniziò
la seconda fase della "trafila".
Nella zona sud, dopo il ponte sui Fiumi Uniti, si estende la
zona
archeologica di Classe, dove sono stati portati allo
scoperto strutture
portuali bizantine risalenti al V e VI secolo,
necropoli e una strada.
Nella
zona si trovano anche gli scavi che hanno portato
alla luce la basilica di San
Severo (VI secolo).
I dintorni di Ravenna, infine, sono ricchi di pievi, fra le quali
San
Cassiano in Decimo (IX secolo) a Campiano,
Sant'Apollinare in Longana
(XI secolo) nell'omonima
località e le pievi di Pievequinta (X secolo),
San
Pietro in Vincoli (XI-XII secolo) e
San Pietro in Trento (X secolo).
Di grande interesse naturalistico sono le pinete,
cantate da Boccaccio, Dante
e Byron, ma soprattutto
l'Oasi di Punte Alberete, alla quale si accede a
una
decina di chilometri dalla città, lungo la strada
Romea Nord che conduce a
Venezia.
È una delle "zone umide" più importanti d'Italia con pioppi,
salici,
frassini, olmi e vegetazione acquatica. In questa zona,
a un tiro di sasso dalle
ciminiere, volano l'ibis mignattaio,
il tuffetto, le garzette, ma soprattutto
gli aironi,
che in questa zona nidificano.
Mirabilandia
A Savio sorge uno dei più grandi parchi Italiani
dedicati al Divertimento per turisti provenienti da
Ravenna e da tutto il mondo.
Mirabilandia ha valorizzato moltissimo sotto
il profilo del divertimento in Romagna, la città
di Ravenna trovandosi a pochi chilometri dalla stessa.
La
storia di Ravenna
Il destino di Ravenna è da sempre scritto nel suo nome.
Gli storici moderni,
infatti, concordano con la tesi che
il nome Ravenna contenga la radice
rav che significa
"scorrere dell'acqua" e proprio all'acqua la città deve
le
sue fortune. Fu l'acqua a renderla inaccessibile ai nemici,
ma fu ancora l'acqua
a proiettarla nella storia, prima come
porto militare romano e successivamente
come porto
mercantile che ancora oggi è fra i maggiori dell'Adriatico.
Anche se l'origine di Ravenna è antichissima
(va ricercata almeno nel terzo
millennio prima di Cristo),
fu con Giulio Cesare, come scrive lo storico Augusto
Torre,
"che si ebbe l'ingresso trionfale di Ravenna nella storia",
un ingresso
che vede Ravenna protagonista indiscussa
per quasi cinque secoli.
A Ravenna
Cesare era solito passare l'inverno e proprio
da Ravenna sarebbe partito per la
conquista di Roma,
dopo aver attraversato il Rubicone nel 49 a.C..
Dopo i fasti romani, inizia per Ravenna un periodo di
decadenza, ma al tempo
stesso si apre uno dei capitoli
più importanti di tutta la sua storia.
Ravenna
verrà scelta come capitale dell'Impero d'occidente
da Onorio (402), al quale
succederà Valentiniano III,
che regna a Ravenna sotto la tutela della madre
Galla Placidia, figlia di Teodosio.
Dopo la caduta dell'Impero, nel 476,
l'Italia cade sotto il dominio del
barbaro Odoacre,
il quale sceglie ancora Ravenna come capitale,
come del resto
faranno anche Teoderico e,
dopo la fine della dominazione gota, gli esarchi di Bisanzio.
Dopo l'invasione dei Longobardi si apre per
Ravenna la dominazione degli
arcivescovi che
prelude a quella veneziana che si concluderà nel 1509,
quando la
città viene consegnata a Giulio II.
Dopo la signoria veneta comincia per
Ravenna un travagliato cammino di
decadenza
che ha inizio con la famosa battaglia di Ravenna
del 12 aprile 1512,
la prima grande battaglia
dell'era moderna nella quale venne utilizzata per
la
prima volta l'artiglieria mobile.
Durante la dominazione napoleonica Ravenna è
sotto la Francia e farà parte
prima della Repubblica
Cispadana quindi della Cisalpina; infine tornerà di nuovo
sotto la dominazione pontificia.
Il periodo risorgimentale trova in Ravenna un terreno
fertile e in questi
anni, grazie anche all'operato del poeta
George Byron, si diffonde la
Carboneria. Ravenna, inoltre,
è determinante nella vicenda che consentì a
Giuseppe Garibaldi
di sfuggire agli austriaci. Costretto ad abbandonare
Roma nel
luglio del 1849, Garibaldi trova rifugio nell'agosto
dello stesso anno in un
capanno nascosto fra i pini,
dove raccoglierà anche l'ultimo respiro della
moglie Anita.
Coi plebisciti del 1860 Ravenna non
fa più parte del governo
pontificio, ma
viene annessa al Regno di Sardegna
che poi diventerà Regno d'Italia.
Dopo un periodo di crisi durante il quale la città si
dibatte in gravi
problemi sia politici che economici,
Ravenna inizia la sua ascesa che passerà
attraverso
la bonifica e il lavoro agricolo, ma soprattutto attraverso il mare.
E all'inizio del secolo, prima delle due guerre che avrebbero
messo a dura prova
la città, Diego Valeri proprio sulle
colonne del Carlino scriveva:
"L'avvenire di Ravenna è sul mare.
Ravenna, fra dieci anni, sarà un
grande porto,
fervido di traffici con l'Italia dell'altra sponda.
Possenti
vapori solcheranno senza posa le verdi
acque del Candiano, rompendo la folla
multicolore
dei bragozzi; lunghi urli di sirene (esteti, tappatevi gli orecchi!)
strazieranno i silenzi della sera,
estaticamente sospesa sulla foresta di Dante.
E a poco a poco, accanto all'antica città dalle
torri rotonde e dalle grigie
viuzze deserte,
sorgerà una città nuova, tutta rombante d'opere,
tutta fatta
d'energia e di movimento.
Altissime ciminiere sventoleranno nel cielo del
mattino
vaste bandiere di fumo; splenderanno nella notte
innumerevoli finestre
di magazzini e d'opifici fragorosi.
Ravenna avrà così una sua nuova vita e una
sua nuova gloria".
E la Ravenna di oggi è la risposta alla profezia di un poeta.
Dove si trova
Ravenna in Romagna ?
Altezza sul mare: m
3,7
Frazioni di Ravenna:
San Pietro in Campiano, Santo Stefano,
Bastia (ex Pievequinta),
Roncalceci,
Coccolia, Filetto,
Longana-Ghibullo,
San Pietro in Trento,
San Pancrazio-Ragone,
Castiglione,
Casemurate, Mensa-Matellica,
San Zaccaria, Savio, Lido di Savio,
Fosso Ghiaia, Mezzano, Camerlona,
Sant'Antonio, Torri, Conventello-Grattacoppa,
Piangipane, Ammonite,
Fomace Zarattini, San Michele,
Santerno, Marina di
Ravenna,
Porto Fuori, Lido Adriano,
Madonna dell'Albero, Classe,
Lido di Dante,
Lido di Classe,
San Marco, Villanova, San Bartolo,
Sant'Alberto, Savarna,
Casalborsetti-Primaro,
Marina Romea,
Mandriole, San Romualdo,
Gambellara, San
Pietro in Vincoli,
Campiano, Massa Castello, Carraie,
Ducenta, Durazzano,
Porto Corsini, Punta Marina.

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