La Rocca Sforzesca è il monumento più imponente di Imola.
Costruito
agli inizi del XIV secolo da Ricciardo Alidosi,
il castello passò verso la metà
del Quattrocento al duca di Milano.
Le possenti mura e i quattro torrioni
circolari agli angoli della
struttura quadrilatera le danno il tipico aspetto di
fortezza rinascimentale. All'interno vengono ospitate
oggi manifestazioni estive
teatrali e musicali.
Inoltre vi si possono trovare interessanti raccolte
d'armi
antiche e di ceramiche.
Numerosi palazzi attirano poi l'occhio del turista che
voglia camminare per
le vie della città, facilmente
raggiungibile da tutte le direzioni. Palazzo
Sersanti,
edificato nel 1482, si trova in piazza Matteotti,
nel centro di
Imola, ed è un'altra chiara espressione
dell'arte rinascimentale.
Proprio di fronte è possibile ammirare il palazzo Comunale,
costruito
nella prima metà del Duecento e ristrutturato
nel XVIII secolo su un progetto di
Alfonso Torreggiani.
Successivamente subì ulteriori lavori a opera di Cosimo
Martelli nel 1771. La facciata settecentesca è caratterizzata
dall'ingresso
decentrato. Il porticato verso la via
Emilia presenta interessanti capitelli
romanici.
Dentro il palazzo Comunale sono scomparsi gli interventi
quattrocenteschi patrocinati da Taddeo Manfredi,
ma sono comunque di rilievo
quattro sale del
Settecento con arredi d'epoca.
Nel lato sud-ovest della piazza si trova la
chiesa del Suffragio,
eretta nel 1687
da Lorenzo Mattoni con una facciata in laterizio
aggiunta nel
1882 da Pietro Mirri.
Poco distante è situata la chiesa di Santa Maria in Regola,
la quale
risale al VII secolo, ma fu rifatta nel Settecento.
Santa Maria dei Servi invece è un edificio sacro
risalente al XIV
secolo, sopraelevata
alla fine dell'Ottocento.
Notevole è al suo interno l'unica
navata con lati
caratterizzati da quattro archi e una serie di ricchi altari.
Tornando verso il centro di Imola si trova
palazzo Alessandretti, al
cui fianco spicca
la chiesa di Sant'Agostino, costruita verso
la metà del
Trecento e successivamente ampliata.
La mano di Cosimo Morelli si riconosce
nell'adattamento dell'interno ad unica navata
con tre cappelle per lato.
Può essere interessante continuare la visita di Imola
proseguendo verso
palazzo Della Volpe,
costruito per volontà di Girolamo Riario per
ospitare i
personaggi illustri di passaggio in città
verso la fine del Quattrocento.
Altri
edifici monumentali rilevanti dell'epoca dei
Riario-Sforza sono certamente
palazzo Paterlini (1482),
costruito su progetto di Francesco Fuzzi da Dozza,
e Casa Gandolfi. Palazzo Tozzoni rappresenta
invece una tipica
espressione del tardo-barocco bolognese.
La firma dell'opera è dell'architetto
Trifogli su un progetto
di Torreggiani. Risale infine all'Ottocento palazzo
Vacchi,
edificato dall'autore del teatro comunale di
Reggio Emilia, Cesare
Costa.
Nell'ex chiesa e nell'ex convento di San Francesco
si trovano alcune
delle più importarti istituzioni culturali imolesi.
La Pinacoteca
racchiude una serie di opere che vanno
dal XV al XX secolo, fra le quali la
Lapidazione di
S. Stefano di Orazio Samacchini,
la Madonna col Bambino e
Santi di Innocenzo
da Imola e il Battesimo di Gesù di Girolamo da
Carpi.
Interessantissima poi è la Biblioteca comunale,
nata con la donazione
di monsignor Lippi nel 1608.
Il vincolo imposto dal vescovo di Cava dei Tirreni
era che la sua raccolta di libri fosse destinata all'uso pubblico.
Verso la fine
del Settecento, padre Giuseppe Setti
vi aggiunse il proprio patrimonio
bibliografico.
I locali vennero poi rimodernati grazie a una rendita.
Il
materiale che provenne dalle corporazioni religiose
soppresse arricchì
ulteriormente il patrimonio della
biblioteca nell'Ottocento: oggi sono circa 300
mila i
volumi custoditi, con numerosi manoscritti,
incunaboli e libri rari a
qualificare la qualità della raccolta.
Il museo del Risorgimento sorse con la donazione
del conte Antonio
Domenico Gamberini, patriota e
deputato nell'Ottocento all'Assemblea delle Romagne.
Armi, testimonianze iconografiche, uniformi e cimeli
sono gli oggetti
ospitati nel museo, i quali vanno
dal periodo dell'occupazione francese alla
prima
guerra mondiale. Alquanto sostanziosa è la
documentazione sui papi Pio VII
e Pio IX,
entrambi vescovi di Imola prima di assurgere
al soglio pontificio.
Sempre nel complesso, si trova anche il
Museo di storia naturale e
archeologia,
nato nel 1857 come museo delle scienze,
dove si può trovare una
collezione zoologica
e mineralogica rappresentativa del territorio imolese.
Presso il palazzo Vescovile, ha poi sede il museo diocesano,
nel quale è
possibile ammirare tra le altre opere un sarcofago
bizantino dell'età esarcale e
una
Madonna col Bambino e il committente
attribuita a Lorenzo Veneziano.
Per finire, merita una visita il Duomo della città,
la chiesa di San Cassiano, che risale al tredicesimo secolo.
Il campanile venne invece eretto
alla fine del Quattrocento.
La chiesa fu ricostruita nel Settecento da Cosimo
Morelli,
ma la facciata attuale risale al 1850,
realizzata da Filippo Antolini.
Molto interessante è anche la
chiesa dei SS. Niccolò e Domenico,
edificata nel XIV secolo.
Sotto l'unica, ricchissima navata, si può ammirare
anche
un bassorilievo di Bitino da Bologna.
Il portale in cotto del Trecento è
attribuito a Giacomo da Cerreto.
Per cercare un po' di relax, infine, si può andare al
parco delle acque
Minerali,
adiacente il circuito automobilistico,
che nei giorni del gran
premio di Formula
1 trasforma Imola nella capitale dei motori.
Imola è situata in Romagna allo sbocco della vallata del Santerno
ed è il centro più
importante della provincia di Bologna.
Le testimonianze dei primi insediamenti
risalgono
a diecimila anni fa, quando nuclei di pastori e contadini
risiedevano
già nella zona collina. In pianura invece sono
state rinvenute le tracce
relative a
villaggi del V secolo avanti Cristo.
Furono proprio i Galli Boi -
abitanti di questi ultimi territori -
a dissodare e mettere a coltura il
territorio.
Nel II secolo avanti Cristo i romani
cominciarono la loro espansione,
partendo da Rimini con la costruzione della via Emilia,
direttrice principale
per Imola.
La posizione geografica della città le permise un rapido sviluppo,
anche grazie ai galli assorbiti nel tessuto romano.
Bologna non è distante e la Selice consentì una proliferazione
dei mercati
anche con le zone della laguna sul delta padano.
Imola assunse poi la denominazione di
Forum Cornelii nel I secolo avanti Cristo,
offrendo al viaggiatore dell'epoca un quadro
di grande prosperità.
Addirittura fuori dalla città venne edificato
un anfiteatro da quindicimila
posti. Le strade interne del
«municipium» erano selciate,
come in tutti i centri
romani importanti.
Il ravennate Sant'Apollinare fu il primo
portatore della parola cristiana,
mentre il primo vescovo di Forum Cornelii fu Cassiano,
a cavallo tra il III e il
IV secolo.
Imola non fu risparmiata dalle invasioni dei barbari.
Prima il governo
cittadino fu esercitato dai goti, poi toccò
ai bizantini, che l'unirono
all'esarcato di Ravenna.
La denominazione di Imola apparve per la prima volta
verso il 750 coi
longobardi,
forse da un castello sorto sulle colline.
Nel 775 Carlo Magno donò
l'esarcato a papa Adriano I
dopo aver sconfitto i longobardi.
La Chiesa esercitò
il proprio dominio per più di un millennio,
praticamente fino all'Ottocento.
Nel medioevo però Imola ebbe una vita abbastanza autonoma,
reggendosi sia
come comune sia come signoria.
La città da ghibellina divenne guelfa, prima del
dominio
della famiglia Alidosi iniziato nel 1334.
Alla guida della città si
alternarono poi in tanti,
dai Visconti ai Riario fino a Cesare Borgia,
sempre
con la Chiesa romana a offrire il proprio appoggio.
Dal Cinquecento il potere
temporale divenne
più autoritario sotto Clemente VII.
Chiaramente la storia di Imola non si distacca da quella
delle altre città
della zona: a fine Settecento giunsero in
città le truppe francesi di Napoleone,
poi Imola fece parte
della Repubblica italiana prima (1802-1804) e del Regno
d'Italia in seguito (1805-1813). il Risorgimento cancellò la
Restaurazione in
virtù della quale la città venne di nuovo
assoggettata allo Stato pontificio.
Tra lo scorso secolo e il Novecento, la popolazione raddoppiò
e le idee
innovativi trovarono la loro guida in Andrea Costa,
il primo deputato socialista
eletto alla Camera.
Imola pagò un tributo di sangue durante le due guerre.
La liberazione al
termine del secondo conflitto mondiale
avvenne il 14 aprile 1945.
Nei decenni
seguenti la città ha vissuto una sostanziale
crescita economica e sociale, con
lo sviluppo
dell'industria accanto all'agricoltura.