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Forlì
Comuni Romagna Turismo e Munumenti di Forlì Cesena


Cose da vedere a  Forlì
 

L'assetto urbanistico di Forlì di Romagna venne mantenuto
fino agli inizi del Novecento,
allorché le mura perimetrali furono abbattute
per dar modo alla città di assecondare l'espansione.
I nomi dei quattro borghi sono però rimasti inalterati.
Forlì non è grandissima, per cui una giornata può
essere sufficiente per apprezzarne i tratti salienti.

Il cuore della città è senz'altro piazza Saffi,
che per secoli fu chiamata piazza Maggiore
e ancora prima Campo dell'Abate,
poiché vi risiedevano i frati vallombrosani.

Verso ponente per tutta la lunghezza della
piazza si trova il palazzo comunale,
una struttura di carattere ottocentesco determinata
nelle linee dal cardinale Stanislao Sanseverino (1764-1826).
La fabbrica originaria risale al periodo del cardinal legato
Egidio Albornoz, ma sia gli Ordelaffí che i Riario
Sforza apportarono sostanziali modifiche.

Nella zona di Rialto Piazza sorge il palazzo del Podestà,
terminato nel 1460, di stile sobrio e severo malgrado
alcuni pesanti interventi nel nostro secolo ne abbiano
modificato l'aspetto. Al suo fianco troviamo la rinascimentale
palazzina Albertini, oggi recuperata per mostre d'arte,
esposizioni e al piano terra per conferenze e dibattiti.
Sempre sul lato sud di piazza Saffi si trova il palazzo
del Credito Romagnolo, restaurato nell'angolo di via
Volturno negli anni Venti.

A levante, ecco la basilica di San Mercuriale con
l'altissimo campanile del quale è stato festeggiato
nel 1980 l'ottocentesimo anniversario della costruzione.
Il portale della basilica è caratterizzato dalla sequenza
scultorea del «Sogno e adorazione dei Magi»,
opera del Maestro dei Mesi del duomo di Ferrara,
risalente al XIII secolo. L'interno di San Mercuriale
è stato a lungo penalizzato da una serie di sovrastrutture
barocche e da orpelli che non facevano parte dell'impianto
originale, recentemente eliminati. Accanto a dipinti di
Cignani, Palmezzano e Carrari, si trova il sarcofago
di Barbara Manfredi, un'opera realizzata da Francesco
di Simone Ferrucci da Fiesole trasferita nella
basilica dopo l'abbattimento di San Girolamo nel 1944.

L'ultimo lato della piazza è occupato dalla sede delle Poste,
edificata nel 1932 in seguito all'abbattimento
di antichi palazzi come Casa Castellini-Pantoli.

Un tour di Forlì può quindi proseguire attraverso l'antico
Borgo Schiavone
(corso Garibaldi), dove si incontra
il cinquecentesco palazzo del Monte di Pietà.
Poco distante si trova l'oratorio di San Sebastiano,
progettato nel Quattrocento dall'architetto Pace Bombace,
vicino al quale si trova S. Domenico,
un tempo la più ricca tra tutte le chiese di Forlì.

In piazza degli Ordelaffí vale la pena dare un'occhiata a
palazzo Paolucci Piazza,
iniziato nel XVII secolo
ma terminato soltanto all'inizio del Novecento,
attualmente sede della prefettura. In questa piazza
si trova anche il Duomo, un edificio con mille anni
di vita dietro le spalle e numerosi interventi che ne
hanno mutato la facciata, l'ultimo dei quali verso
la metà dell'Ottocento. All'interno del Duomo
spicca la cupola della cappella della Madonna del Fuoco,
affrescata con un'Assunzione di Carlo Cignani frutto
di venticinque anni di difficile lavoro.

Corso Garibaldi è costellato da numerose altre perle
architettoniche, da palazzo Albicini alla Casa del Palmezzano,
dalla Chiesina di San Giuseppino alla Santissima Trinità,
fino a porta Schiavonia, oggi mero spartitraffico.

Da Rialto Piazza si può poi prendere anche corso Diaz,
anticamente Borgo Merloni e in seguito Borgo Ravaldino,
dal nome della collina verso cui era orientata la porta
abbattuta verso la fine dell'Ottocento. Anche in questo
caso sono diversi i monumenti che possono attirare
l'attenzione del turista. Sulla sinistra si trovano due
bellissime arcate, il barocco palazzo Orsi Mangelli
e l'austero palazzo Savorelli Prati.

Poco più avanti è situata la chiesa sconsacrata di
Sant'Antonio Vecchio, costruita in stile romanico
nel XII secolo. Un altro edificio sacro interessante
è Sant'Antonio Abate in Ravaldino, nel cui interno
sono conservate opere pittoriche di pregio come
due tavole del XVI secolo di Agresti e Palmezzano.

Alla fine del Borgo si trova invece la massiccia
Rocca di Ravaldino
, dove visse anche Caterina
Sforza. La Rocca si può visitare soltanto
accompagnati da una guida.

Borgo San Pietro è la terza direttrice attraverso
la quale può snodarsi una rassegna completa delle
opere artistiche di Forlì. Il Borgo nasce all'angolo
tra via delle Torri e corso Mazzini, presso il
Cantone del Gallo. Sulla sinistra, nelle vicinanze
degli Uffici statali, si scorge la Torre dei Numai,
l'ultima ancora esistente in città. Tra gli edifici patrizi,
il più importante è palazzo Foschi.

La chiesa del Carmine rappresenta invece la
costruzione religiosa più rilevante. Il portale marmoreo
di Marino di Marco Cedrino merita di essere visto.
L'interno della chiesa risente di diversi influssi:
le origini dell'edificio sono medievali,
ma gli interventi barocchi sono forse
i più importanti visitabili in città.

Le chiese di Santa Maria del Fiore e San Biagio
in San Gerolamo racchiudono grandi opere pittoriche.
Nella prima si possono osservare gli affreschi
seicenteschi di Modigliani, nella seconda anche
un'Immacolata Concezione di Guido Reni, celebratissima.

L'ultimo percorso attraverso le vie cittadine segue
le piste di Borgo Cotogni, ora corso della Repubblica,
il più recente tra i quattro. Qui troviamo una delle chiese
più amate dai forlivesi, Santa Maria dei Servi,
anche se l'edificio più rilevante è probabilmente
il maestoso palazzo della Provincia, costruito nel Settecento.
L'ospedale Morgagni e la chiesa di santa
Lucia fronteggiano il palazzo degli Istituti Culturali,
culla di opere d'arte inestimabili.

Nella Pinacoteca, che ha sede in questo complesso -
per duecento anni ospedale di questa città -
si ammirano quadri del Guercino, di Jacopo delle
Masegne e di Beato Angelico, solo per citarne alcuni.
Il museo archeologico e quello etnografìco,
situati sul posto, meritano un approfondimento.
Soprattutto il secondo è ricco di curiosità sulla
vita quotidiana della famiglia patriarcale
contadina del passato.

 

La storia di Forlì

Se l'origine del nome di Forlì sembra derivare
da Foro di Livio, senza dare spazio a dubbi di sorta,
più difficile è inquadrare storicamente la data del primo
insediamento. Probabilmente il nucleo originario sorse
verso l'inizio del II secolo avanti Cristo,
mentre altri studiosi optano per un'ipotesi secondo
la quale la città sarebbe più giovane
di almeno un secolo e mezzo.
L'incertezza deriva dalla difficoltà di identificare
con esattezza il fondatore, che sicuramente non
fu Marco Livio Salinatore, il console che trafisse
il fratello di Annibale al Metauro un paio di secoli
prima dell'anno zero. In ogni caso il territorio era
già stato abitato in precedenza da popolazioni
autoctone e da invasori di origine celtica, i Galli,
che si integrarono coi locali fin dal V secolo avanti Cristo.

Per molti secoli Forlì godette di una relativa tranquillità,
interpretando il ruolo di centro di raccolta e smistamento
dei prodotti agricoli della zona, trasportati lungo la
direttrice della via Emilia. Finché non venne regolamentato
il sistema idrico (1050), la città correva l'unico pericolo
dalle piene, essendo una specie di isola chiusa
tra i fiumi Rabbi e Montone.

Forlì si resse a Repubblica verso il X secolo,
schierandosi apertamente a fianco dei vari imperatori
del Sacro romano impero germanico in risposta alla Chiesa,
quindi divenendo un centro ghibellino per eccellenza.
Le sue sorti, comunque,
furono le stesse del resto della Romagna,
subordinata alle dominazioni di turno per lungo tempo.
In pieno medioevo il ruolo politìco
di Forlì crebbe di importanza.

L'appoggio offerto a Federico II nella presa di Faenza
diede a Forlì la facoltà di adornare il proprio stemma
con l'aquila sveva. Una volta arresosi Guido da Montefeltro,
solerte luogotenente degli imperatori riparato a Forlì,
dove divenne Capitano del popolo,
si registrò la salita al potere della famiglia
Ordelaffi, che restò in sella per quasi due secoli.

Nei primi anni del Cinquecento Forlì perse
ogni autonomia e fu incorporata nello Stato pontificio.
Il lungo torpore fu scosso soltanto con l'arrivo
delle truppe giacobine dopo la rivoluzione francese.
Accanto alle razzie delle quali furono vittime
le famiglie nobili, ci fu un'ondata di entusiasmo che
investì gli strati più umili del popolo: molti forlivesi
entrarono tra le file dell'esercito napoleonico.

La Chiesa tornò al potere con la Restaurazione e
durissima fu la repressione dei moti patriottici nel 1831.
L'Ottocento forlivese fu comunque dominato dalla figura
di Aurelio Saffi, instancabile mazziniano che si batté
con tutti i mezzi per l'unità d'Italia.

La città ha pagato alle guerre di questo secolo un
contributo di sangue estremamente oneroso,
con enormi perdite anche dal punto di vista artistico
a causa dei bombardamenti.
Forlì è stata completamente ricostruita
negli anni del dopoguerra.

La struttura economica di Forlì è legata alla tradizione agricola.
In particolare le attività avicole fanno si che questo mercato
sia uno dei maggiori d'Italia. Molto importante è anche
la produzione vinicola, esportata in tutto il mondo.

Dove si trova Forlì ?

Altezza sul mare: m 34
Frazioni di Forlì:
Acquedotto, Bagnolo, Branzolino,
Barisano, Bussecchio, Carpena,
Carpinello, Casemurate, Castiglione,
Collina, Coriano, Durazzanino, Fomiolo,
Grisignano,Ladino, Magliano, Malmissole,
Massa, Petrignone, Pianta,
Pievequinta, Poggio, Ravaldino in Monte,
Romiti, Roneadello, Ronco,
Rotta, Rovere, S. Giorgio,
S. Leonardo,S. Lorenzo in Noceto,
S. Martino in Strada,
S. Martino in Villafranca, S. Tomè,
S. Varano, Selva, Vecchiazzano,
Villafranca, Villagrappa, Villanova.



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