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La storia dell'istituto d'arte di Faenza "Gaetano Ballardini"
ISTITUTO STATALE D’ARTE PER LA CERAMICA - “Gaetano Ballardini”
Corso Baccarini, 17 - 48018 Faenza (RA) - Tel 0546 – 21091 – Fax 680093
- La Romagna e le sue ceramiche di Faenza Pagina 2
In Romagna l’Istituto è stato interprete,
con i suoi insegnanti e allievi, di tutte le correnti artistiche
che si sono succedute dal 1900 ad oggi, spesso
ripercorrendole con uno stile che nasce dalla personalità
degli artisti che hanno insegnato o frequentato questa scuola
e dalla continua sperimentazione di tecniche e materiali.
Testimoniano questa presenza, fondamentale nello sviluppo
dell’arte ceramica in Romagna, le mostre effettuate
e i concorsi ai quali la Scuola romagnola ha partecipato
anche tramite i suoi insegnanti e allievi.
All’Istituto vengono insegnate e sperimentate tutte le tecniche
relative alla lavorazione ceramica come la foggiatura alla ruota,
la stampatura, la serigrafia, il decoro tradizionale e quello seriale,
il lustro, il Raku, applicati a materiali come la maiolica,
i refrattari, le terraglie, il grès, la porcellana.

La tecnologia ceramica ebbe subito nell’ingegner
Maurizio Korach, fondatore del laboratorio tecnologico,
e poi nel dott. Tonito Emiliani, i suoi animatori,
nella consapevolezza che la conoscenza tecnologica
fosse la più valida risorsa per l’allievo dell’Istituto,
sia che fosse interessato all’arte ceramica, sia che volesse
approfondire le potenzialità tecniche del materiale
e le sue applicazioni industriali.

Il restauro della ceramica fu introdotto come corso
di studi nel 1960, ma già nel 1957
l’Istituto Statale d’Arte di Faenza in Romagna era stato
dichiarato collaboratore ufficiale
del Centro Internazionale di Studi dell’Unesco
per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali.
Nel corso di restauro si realizza quella sintesi tra ricerca
storica, conoscenza tecnologica e abilità operativa che
fornisce la cultura e gli strumenti per una corretta
conservazione dei manufatti ceramici in Romagna e per lo
studio e la riproduzione delle antiche tecnologie.
Il corso si ispira alla convinzione che il restauratore
debba per prima cosa essere un ceramista,
che debba saper riconoscere l’importanza che un documento
ceramico riveste ai fini della ricerca storica e saper intervenire
per salvaguardarne l’integrità.
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