|
Il Colombo romagnolo o Mondano romagnolo è molto grosso ed è allevato in
Romagna,da cui prende il nome fin dai primi anni del ‘900. Testimonianze
di ciò sono le prime descrizioni di questo colombo da parte di grandi
letterati come Pascal e Giachetti, precisando che tale razza poteva derivare
dal colombo d’Ascoli, animale ancora più grosso e tozzo del Romagnolo,
scarsamente prolifico che veniva allevato e scambiato durante fiere tra gli
allevatori della Romagna e delle Marche.
Questo permise lo scambio e l’allevamento di animali produttivi che molto
probabilmente furono i pionieri della razza Romagnolo che noi oggi
conosciamo. Il nome “Romagnolo” deriva dal prof. Ghigi che nel 1898
notò a Bologna alcuni di questi animali e diede loro per la prima volta il
nome che noi oggi utilizziamo ordinariamente

All’epoca esistevano gia alcuni allevamenti di questa razza
di colombo, vogliamo qui ricordare i più importanti, come gli allevamenti
dei sigg. Mambelli, Tommasi e Pietro Albonetti a Forlì, il sig.
Talarini di Forlimpopoli, l’avv. Ferdinando Garagnani ed il sig. Giorgio
Giovannone di Bologna, ed infine la marchesa Giuditta Passeri Maseroli di
Alfonsine.
Tra tutti gli allevatori citati ricordiamo particolarmente i sigg. Albonetti e
Tommasi di Forlì, essi furono i primi espositori in mostre nazionali ed
internazionali del Colombo Romagnolo. Confrontando la razza
contemporanea con il Romagnolo allevato allora si possono evidenziare alcune
caratteristiche differenti: il Romagnolo di 40 anni fa si presentava più tozzo
e raccolto, aveva testa e collo molto grossolani, ed era più leggero rispetto
agli esemplari di oggi. Oggi esistono in buon numero animali magnifici nei
vari mantelli, di forma e peso eccellenti, corrispondenti alle caratteristiche
dello Standard della razza.
Il Colombo romagnolo, come tutte le razze pesanti, ha bisogno di
particolari accorgimenti per il suo allevamento. Innanzitutto smentisco la
teoria che il Colombo romagnolo a causa dei suoi tarsi calzati possa
facilmente trascinare le uova fuori dal nido e che sia un animale poco
prolifico, infatti le femmine di romagnolo sono animali prolifici che possono
produrre uova anche nei mesi invernali.

Preferisce nidificare per terra in un angolo appartato, e per
questo deve avere a disposizione poste adatte alla sua mole. Essendo di
carattere mite e lento nei riti amorosi non sopporta l’irruenza di altre razze
che potrebbero creare problemi di fecondità delle uova, essendo un sufficiente
volatore si trova a suo agio in ampi spazi e vive bene all’aperto.
Il Colombo romagnolo non ha una crescita precoce, infatti raggiunge la
completa e perfetta struttura solo verso il secondo anno di vita, e per questo
è consigliabile farlo prolificare molto presto in quanto con l’allevamento
della prole il suo sviluppo è notevole.

Per mantenere un buona salute il ricco piumaggio è
consigliabile di tanto in tanto disinfettare l’animale con prodotti
antiparassitari, questo soprattutto per animali destinati all’esposizione; in
questi animali le penne rotte dei tarsi vanno eliminate 50 giorni prima
dell’esposizione ricordandosi che
le penne nuove che si verranno a formare sono molto fragili, per ciò è
necessario tenere il colombo su un pavimento ricoperto di segatura o meglio
ancora truciolato di legno, per avere un appoggio morbido senza il rischio di
rompere o rovinare le nuove penne. Il Colombo Romagnolo oggi è presente
a quasi tutte le fiere sociali e nazionali, e anno dopo anno si è potuto
notare il costante miglioramento con esemplari sempre più apprezzabili.
Il numero di questi esemplari in Romagna non è molto elevato e la sua
diffusione è limitata, nonostante ciò è un colombo sempre più ricercato sia da
italiani che da colombofili stranieri per la sua imponenza, il suo fiero
aspetto e per la particolarità dei suoi tarsi calzati. Speriamo che questa
razza non conosca mai il periodo dell’estinzione, fenomeno che interessa
purtroppo alcune razze italiane, e che il Romagnolo, razza italianissima, si
faccia apprezzare sempre più in tutta Italia e all’estero oltre che in
Romagna.

Questo colombo è inserito nella categoria “colombi di forma”, dove
viene valutata l’importanza della forma del corpo e la struttura fisica.
Il colombo romagnolo deve essere piuttosto corto e raccolto con petto
ampio e prominente, schiena larga e una lunghezza, riferendosi
allo standard sempre inferiore ai 40 cm. Senza dubbio tale lunghezza deve
essere sempre un punto di riferimento per la selezione degli animali, visto
che molti bei soggetti sorpassano tale misura perche si è cercato di
appesantire la razza, che mezzo secolo fa pesava mediamente dai 600 ai 700 gr.
mentre oggi troviamo soggetti che raggiungono e superano anche il chilogrammo.
Il petto deve essere sempre il più ampio possibile, tondeggiante, profondo e
deve sempre sopravanzare di almeno due centimetri l’attaccatura delle ali ed
il peso e la pienezza si devono avvicinare a quello del Mondano francese,
mantenendo però un piumaggio soffice e molle.
Devono essere gravemente penalizzati animali che si presentano stretti e con
petto piatto e nei quali la spalla tende a spingersi oltre il petto, anche se
si tratta di animali sani e ben alimentati. Vanno penalizzati anche gli sterni
deviati. Il dorso deve presentarsi largo soprattutto all’attaccatura dell’ala
mentre deve restringersi leggermente verso il groppone che deve essere corto
il più possibile con una forma leggermente convessa o al massimo piatta ma mai
concava. Le ali del Colombo romagnolo devono aderire il più possibile
al dorso fasciando il corpo del colombo e dando così l’impressione della
rotondità di questo ultimo, dovranno essere sempre ampie e robuste e riposare
sulla coda sempre più corte di almeno due centimetri rispetto ad essa che deve
presentarsi corta ben chiusa e tenuta orizzontale, come del resto tutto il
corpo. Infine le gambe non devono essere ne’ troppo corte ne’ troppo
lunghe con tarsi e dita che presentano una calzatura abbondante, questa è una
caratteristica di questa razza che influisce molto nel giudizio di questo
colombo della Romagna.
|