Maiolica ceramica di Faenza

Storia della ceramica di Faenza

E' la Maiolica faentina della Romagna, giunta a maturazione alla fine del '400, a toccare in questo secolo il massimo splendore. Proprio in questa epoca, infatti, la ceramica romagnola assume dignità artistica, anche perché il livello tecnico è ormai così elevato e i decori talmente complessi da richiedere l'intervento di veri e propri maestri. Nella prima metà del '500 si afferma lo stile bello, che comprende un'estrema varietà di motivi rinascimentali: grottesche, festoni, trofei, strumenti musicali, fiori e frutta, ghirlande... Rientra nell'ambito dello stile bello anche l'istoriato, così detto per il gusto narrativo delle scene riprodotte: si tratta infatti di complessi episodi biblici o mitologici che gli artisti maiolicari mutuano dalle stampe.


Ceramica di Faenza

Dopo il 1550 il decorativismo giunge al massimo del suo splendore nello stile fiorito, ma già si avverte il bisogno di un superamento di questa esuberanza figurativa in nome di una ritrovata essenzialità. L'istoriato si trasforma perciò in "compendiario": lo smalto bianco che ricopre le suppellettili in ceramica si fa più denso e pastoso, mentre le scene sulle superfici sono schizzate in modo lieve e con l'impiego di pochissimi colori (turchino, giallo chiaro e scuro). Il passo successivo sarà la realizzazione degli splendidi "bianchi", che tanta fortuna avranno nell'Europa del secolo XVII.  


Maiolica piatto


Ormai la ceramica ha un ruolo preponderante nella vita artigianale ed artistica faentina. Dai primi decenni del secolo, infatti, la produzione di stoviglieria si è evoluta e raffinata tra gli artigiani della Romagna assumendo anche funzioni ornamentali (i cosiddetti "piatti da pompa"). Abbandonata la ceramica graffita, gli artigiani della Romagna si specializzano in quella smaltata, ovvero nella maiolica, mentre ai colori tradizionali si aggiungono il giallo e il turchino. La produzione del primo Rinascimento, in stile severo, può essere distinta in due diversi momenti. Nella fase iniziale (1420-1460 circa) si affermano le due "famiglie" o gruppi decorativi della zaffera a rilievo ed italo-moresca. Il secondo momento della storia romagnola (1460-fine secolo) è invece caratterizzato dalle decorazioni gotiche, ad occhio di penna di pavone e a palmetta persiana.


Piatto decorato con lo stile detto "Garofano"

Piatto decorato con lo stile detto "Melograno"

Piatto decorato con lo stile detto "Penna di Pavone"

Motivo tradizionale della Romagna Faentina




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